Depressione: come ne sono uscita grazie alla pittura intuitiva

Mi ero appena diplomata all’Accademia di Belle Arti, ero giovane, creativa, piena di progetti e sinceramente non sapevo neppure cosa significasse la parola depressione. In quel periodo ebbi la fortuna di trovare subito lavoro in un’agenzia di grafica e quell’esperienza mi piacque all’istante. 14 mesi dopo decisi di buttarmi nella mischia e aprire uno studio grafico tutto mio. Comprai un computer e mi scordai di colori e pennelli.

I primi anni furono entusiasmanti e l’azienda si ingrandì velocemente diventando una società a tre. I clienti aumentarono e tutto procedeva a gonfie vele. Ben presto però mi lasciai travolgere dal ritmo frenetico del lavoro e iniziai a sentirmi sempre più stanca e stressata. Cercavo di mascherare la mia frustrazione, ma bastava una sciocchezza per far esplodere la gran rabbia che covavo dentro.

Continuavo a chiedermi: «Amore, salute, una casa di proprietà, un buon lavoro… Ho tutto per essere felice, perché allora non lo sono?».

Io che di solito sprizzavo gioia da tutti i pori, mi ritrovai a sguazzare in un mare di ansia, tristezza e pessimismo. Mi sentivo spenta e avevo la sensazione che alla mia vita mancasse qualcosa.

In ufficio faticavo a rimanere concentrata, cadevo sempre più spesso in seri blocchi creativi e ogni più piccolo problema mi sembrava insormontabile.

Quando tornavo a casa cercavo di colmare il vuoto che sentivo dentro abbuffandomi di cibo. Le mie giornate erano diventate piatte e monotone, mi sentivo priva di stimoli e nulla mi entusiasmava.

La situazione mi sfugge di mano

Quando arrivarono i primi sintomi fisici: insonnia, mal di testa, colon irritabile e mi decisi a parlare con la naturopata, ero già impantanata in quella che lei definì “lieve depressione”. Mi disse: «La tua condizione non è grave, ma può peggiorare in fretta se non inizi a fare qualcosa per te stessa». Mi consigliò di iscrivermi a un corso di training autogeno e rimettermi a dipingere.

Senza troppa convinzione tirai fuori i miei vecchi colori e provai con la pittura, ma di fronte al foglio bianco ero totalmente persa, bloccata, terrorizzata. Invece di diminuire, l’ansia cresceva e i colori finirono nel bidone insieme a tanti fogli accartocciati con rabbia…

Per fortuna andò meglio con lo yoga. Il movimento consapevole e il lavoro sul respiro mi aiutarono a riallacciare un dialogo col mio corpo e a prendere dimestichezza con l’ascolto interiore. Fu come uno scossone e passai in poche settimane da uno stato di assoluta apatia e inconsapevolezza al caos più totale. Provavo il disperato bisogno di qualcosa che desse un senso alla mia vita, ma non sapevo cosa…

L’incontro con la pittura intuitiva

Poi grazie a un’amica e a una serie di “coincidenze”, una sera mi trovai a partecipare a una lezione di pittura intuitiva. Quando presi in mano il pennello, ero rigida e sulla difensiva. Nella mia testa si affollavano mille pensieri:

«certamente ne uscirà una schifezza e farò una figuraccia di fronte a tutti…»

«ma cosa mi sono messa in mente di fare?»

«è passato troppo tempo da quando dipingevo e ora non ne sono più capace…»

L’insegnante si accorse del mio disagio e mi disse di concentrarmi sul respiro. Nonostante la voce nella mia testa continuasse a martellare: «Ma cosa centra adesso il respiro con la pittura?», seguii il consiglio e piano piano le tensioni iniziarono a sciogliersi.

Alla fine della lezione il mio dipinto era una terribile accozzaglia di macchie dai colori confusi, ma quel giorno me ne tornai a casa con il sorriso sulle labbra, leggera e contenta come non mi succedeva da tanto. Decisi di proseguire e le lezioni di pittura divennero per me il momento più atteso della settimana.

E col passare del tempo, mentre i miei dipinti piano piano diventavano più armoniosi, sentivo che anche dentro di me riacquistavo armonia ed equilibrio…

Avevo finalmente mosso il primo passo verso il recupero della mia Anima Creativa, quella parte che avevo troppo a lungo ignorato, soffocato, dimenticato… Quella preziosa parte di me, che nonostante tutto, era ancora integra ed estremamente viva!

Una nuova vita, più creativa, più ispirata, più felice…

Nonostante avessi trascorso buona parte della mia vita in mezzo a colori e pennelli, la pittura intuitiva fu una folgorante rivelazione. Stavo scoprendo l’arte in un modo completamente nuovo e distante anni luce da tutto ciò che avevo appreso al liceo artistico e all’accademia. Un nuovo mondo mi si apriva d’innanzi e mi invitava a scoprire le sue infinite possibilità…

Dopo un digiuno durato quasi 6 anni, ero affamata di colore ed esperienze creative. Ho iniziato così a frequentare quanti più corsi potevo: arte spirituale, meditazione, immaginazione guidata, recupero dei talenti, mandala, workshop sulle più disparate tecniche energetiche di trattare il colore… Ho girato l’Italia per conoscere altri artisti, ho frequentato cerchi di donne creative, divorato un’infinità di libri… Avevo finalmente intrappreso il mio personale cammino di ricerca. Ricerca che non si è più arrestata e che continua tuttora.

Leggendo la mia storia, potresti aver pensato che la pittura mi ha salvato la vita. In realtà quello che mi ha permesso di uscire dalla spirale della depressione, non è stata la pittura, ma l’aver riallacciato un dialogo con la mia anima e la mia anima mi chiedeva disperatamente di DIPINGERE.

Se anche la tua anima è assetata di colore e senti un richiamo profondo verso la pittura e la creatività

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